Il racconto di Roberta
Ho iniziato ad avere i primi dolorino pre-travaglio il giorno 8/12 alla mattina, per tutto il giorno ho avuto contrazioni irregolari e molto distanziate, poi la notte del 9/12 le contrazioni si sono ravvicinate e alle 5 del mattina sono andata in H. Li al pronto soccorso mi hanno visitato e mi hanno ricoverato. Siccome in reparto non c’era neanche un letto libero, mi hanno messo in una camera singola nel reparto travaglio di fronte alle sale parto. Per tutta la mattina sono stata li da sola perche’ mio marito lo avevano mandato a casa perche’ ero dilatata solo 1 cm e la strada era ancora lunga.
Vedevo le mamme entrare in sala parto con il pancione e uscire con il loro frugoletto in braccio…… e io fantasticavo. Poi verso le 17 dopo un tracciato di routine ( cosi’ mi ha detto la ostetrica) finalmente con dilatazione 5 cm vado in sala parto dove entro in vasca Perche’ io avevo chiesto il parto in acqua e la aromaterapia….. Con i dolori attutiti dall’acqua calda e la presenza fisica e il supporto psicologico di mio marito arrivo alla rottura del sacco e alla dilatazione completa. Si perche’ l’ostetrica che mi era toccata tutto faceva tranne sollevarmi psicologicamente anzi…. Era talmente acida che anche l’aceto in sua presenza si sarebbe rifiutato.
Nonostante le mie domande e richieste di rassicurazione lei diceva che andava tutto bene e che erano 20 anni che faceva nascere i bambini. A me sembrava che qualcosa non andava bene perche’ avevo dei dolori strani alla pancia che nessuna mia amica ne al corso pre-parto mi avevano raccontato. Sono uscita dalla vasca e sono andata a sdraiarmi sulla poltrona x la visita e perche’ avevo cominciato ad avere le spinte. Nonostante un’ora di spinte 5 manovre di Kristell , il mio bambino non nasceva….Mio marito disperato e’ uscito a chiamare il medico di guardia …. Nonostante x l’ostetrica non fosse il caso…
Be’ il medico si e’ trovata davanti una situazione disperata…. Il battito era sceso a 30 pulsazioni e urgeva un taglio cesareo urgentissimo….sono le 2.10 del 10/12. Mi sono svegliata in una camera gelida impacchettata da una coperta di celofanne argento, con mio cognato che mi sussurrava che ero stata bravissima. Il mio primo pensiero: il mio bambino ….. il mio bambino e’ morto???? No, il mio piccolo bimbo non era morto ma era di la in terapia intensiva che lottava x sopravvivere….( io non lo sapevo ancora) Mio marito dove era? E perche’ io non avevo li con me il mio bimbo??? Tante domande che mi hanno riportato in un sonno profondo. Mi sono svegliata in camera con vicino mio marito che ha cercato di spiegarmi la situazione. Solo dopo da un medico carogna , sapro’ la vera situazione di mio figlio:
-sofferenza fetale acuta,
- convulsioni,
- ematomi bilaterali extradurali con riversamento nella parte grigia del cervello
- blocco totale renale e respiratorio.
Insomma gli svengo davanti.
Anche perche’ mi ero trascinata in terapia intensiva con le mie gambe con catetere e flebo solo 12 ore dopo il taglio cesareo x vedere il mio bimbo…..
Comunque:
x 3 gg non hanno sciolto la prognosi , io firmo x venire a casa non sopportavo di vedere le mie compagne di camera con i bimbi. Intanto mio figlio migliorava , aveva iniziato a succhiare il latte e a fare pipi e popo’ da solo. Io dopo 5 giorni vengo ricoverata di nuovo x febbre altissima , che ancor oggi non so da cosa fosse dovuta. Rimango in h fino al 23/12 e non posso andare dal mio piccolo perche’ con la febbre non posso entrare in terapia intensiva.. Lui viene dimesso il 24/12, con l’80% di probabilita’ di danni celebrali , non si e’ mai attaccato al seno e per 9 mesi io lo ho tolto con il tiralatte.
Adesso sta benissimo.
Roberta.