Il racconto di Manuela, la nascita di Flavia

 

Il giorno 10 marzo mi reco, come da accordi, ad eseguire il monitoraggio in Clinica. Mi accomodo nel netto vicino a quello di una ragazza che lo sta facendo già da un po' e che ha evidenti contrazioni sul 50%. Il mio tracciato invece ha delle piccolissime contrazioni sul 10-15% anche se una dopo l'altra e penso ... UFFA mi tocca aspettare ancora, lei sicuramente partorirà prima di me.... ed invece alla visita, dopo aver espresso il mio disappunto alla gine, lei mi dice: "ma no, entra in Clinica stasera... ci sono delle buone condizioni per stimolare il parto domani mattina".

 

Immaginatevi quanto ero felice, presto l'avrei avuta tra le mie braccia.

Arpa, l'ostetrica mi chiede subito i dati ed il nome che avrà la bimba e un'altra dottoressa mi compila direttamente la cartella clinica.... tutto è stabilito.

Esco dalla sala visita e faccio un enorme sorriso a Giovanni che mi attende trepidante... "Ci siamo... entro oggi".

Grande fermento per gli ultimi preparativi: il mio unico pensiero è il dover lasciare Irene.

Si fanno presto le 19 ed è ora di lasciare casa: giubbotto e valigie e chiedo un bacio alla mia piccola che subito dice NO.... glielo devo rubare quel bacio e poi scappare via prima che voglia venire con noi.

 

Alle 19,30 mi hanno già assegnato la camera di degenza... la stessa e lo stesso letto che ho occupato quando è nata Irene (camera 64 letto 59), con me in camera una ragazza che ha subito il cesareo nella tarda mattinata: esordisco con un "Ciao...spero di non disturbarti troppo questa notte" e subito si fa amicizia. Giovanni se ne deve subito andare, voglio che stia più vicino possibile ad Irene e che sia lui a metterla a letto, anche se ci sono i nonni.

 

Sono contenta perchè domani mattina partorirò con una giovane ostetrica che mi ispira fiducia, ma anche questa notte, nelle mani di Arpa, sono tranquilla. Mi fa un nuovo monitoraggio e qui si vede che le contrazioni sono aumentate di intensità anche se sono irregolari: sono le 22. Faccio anche l'ECG e poi scambio 4 chiacchiere con le infermiere che fanno il turno di notte (una di queste ha 5 figli); poi decido di provare a dormire visto quello che mi aspetta a partire dalle 5 del mattino.... ma dormire è impossibile, sono agitata e ben presto iniziano dolori molto forti che io denomino "strizza budella" .... possibile sia già iniziato il travaglio? sono le 23,30.

 

Mi metto a passeggiare in corridoio perchè proprio non riesco a stare a letto... utilizzo i corrimano del corridoio come sostegno ad ogni contrazione che arriva ogni 4 minuti. In questo modo resisto sino alle 00,30, poi vado al Nido a chiamare l'ostetrica che mi accompagna in camera e mi visita. Ma non è ancora il momento giusto.... aspettiamo ancora un po' se riesco a resistere..... e si ricomincia a passeggiare con contrazioni ogni 3 minuti sino all'1,00 .... "Non resisto più ...." Si scende allora in sala travaglio dove avviene la preparazione: dopo la visita l'ostetrica mi dice: "Se vuole chiamare suo marito..... io chiamo la dottoressa e l'anestesista". "E' già il momento? si può fare l'epidurale?" "Si siamo ben oltre quel momento".

 

In breve tempo sono tutti lì con me, compreso il pediatra che arriva dalla provincia di Milano....un tipo divertente che scherza con la puericultrice (che avrà 80 anni almeno). Ci sono tutti ma manca ancora mio marito....

 

L'anestesista si affretta a farmi l'analgesia ed io provo immediatamente un enorme sollievo....benedetta epidurale e chi ti ha inventata.. Poi arriva anche Giovanni. Non ricordo esattamente a che ora mi hanno fatto iniziare a spingere, ma riuscivo a farlo bene perchè sentivo l'arrivo delle contrazioni. Il testone di Flavia non voleva impegnarsi bene, si incastrava tra le piccole ossa della mamma e per questo gine ed anestesista ci hanno messo un po' i gomiti, ma non molto....

 

Bellissimo sentire la pressione della testa che spinge per uscire .... stupendo sentire il suo corpo sgusciare fuori dal tuo accompagnato da una castata di caldo liquido, all'ultima contrazione .... paradisiaco vedere, abbracciare e baciare la tua creatura..... il tutto tra mille brividi, ma senza dolore...... Sono le 3,04 minuti al mio orologio, ma per loro sono le 3,00.... il secondamento avviene velocemente, mi suturano l'episiotomia e ben presto posso sedermi su di una sedia a rotelle e godermi meglio la mia piccola posta in culla termostatica: è bellissima, piena di capelli neri e ricci e di peluria ....rimaniamo con lei sino alle 4 e poi Arpa mi riaccompagna in camera.

 

Sono veramente grata all'ostetrica che mi ha assistita, ARPA. Mi ha fatta sempre sentire bene e a mio agio, mi ha assecondata in tutto, mi ha incoraggiata e sostenuta. Un grosso bacio a lei, alla gine e anche, perchè no , a mio marito che mi è stato vicino tenendomi la mano e che per la seconda volta ha impugnato, TREMANTE, le forbici sterili per tagliare il cordone ombelicale.

 

Flavia pesava 3420 gr, era lunga 50 cm ed aveva una circonferenza cranica di 35 cm con Apgar 10 - 10.

Sabato 13 in mattinata eravamo già a casa nostra ed era già arrivata la montata lattea.

E' un po' un lenzuolo di racconto....ma è così....

 

Manuela.

 

 

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