Il racconto di Cassandra, la nascita di Massimo
Esperienza gravidanza e parto? L'esperienza migliore del mondo... oddio, per tre mesi interi non sono riuscita a tenere nello stomaco una cena che fosse una, ma poi tutto è finito. Ma partiamo dall'inizio... Dopo anni di "convincimento" alla fine anche mio marito ha detto SI', e così ci siamo messi di buona lena, pensando che tanto non sarebbe certo arrivato subito...
Beh, dopo 10 giorni le famigerate mestruazioni non sono arrivate e io, nonostante sia una ritardataria cronica, mi sono subito sentita mamma... non potevo certo aspettare ancora e, con quasi una settimana di anticipo ho fatto il test, o meglio, dal mercoledì al sabato ne ho fatti 10, tutti positivi!!! Non riuscivo a crederci, ero così emozionata che l'ho detto prima alla mia migliore amica. Temevo fosse solo un sogno e poi, il sabato, finalmente è arrivato il momento di dirlo a mio marito...
Pacchettino con ciuccio e romantico bigliettino con scritto solo GRAZIE e nel giro di un'ora tutto il parentado era avvisato!!! Alla prima eco, con mio padre accanto pensavo ancora che fosse un sogno, un bellissimo sogno, con un sottofondo particolare TU-TU TU-TU, un rapidissimo battere d'ali, una nuova vita dentro di me. Alla eco per la traslucenza c'era finalmente mio marito e per la prima volta l'ho visto commosso di fronte a suo figlio.
Ho trascorso nove mesi fantasticando su questo bambino, desiderando un maschietto e quando, all'ottavo mese, finalmente sono riuscita a vedere cos'era...beh, ho toccato il cielo con un dito. Man mano che si avvicinava la data del parto ero sempre più in ansia, con Cristian lontano da casa per un corso e un caldo torrido. Poi una domenica mattina ho iniziato a sentire qualche strano dolorino e nel pomeriggio, con qualche fastidio di più sono andata all'ospedale (io abito fuori Milano e avevo deciso di partorire alla Mangiagalli), ma mi hanno rimandato a casa, Tanto non era ancora il momento...
Ho fatto appena in tempo a entrare in casa che ho perso il tappo. Oddio, che strana sensazione... cosa succede? Ecco, al solito, non faccio in tempo neanche a mangiare... questo è stato il pensiero... insomma, ero a digiuno dalla sera precedente... E sì, perchè mi ero lasciata convincere dalla cognata a non mangiare a pranzo (metti poi che devi partorire e vomiti?... che consiglio carino, vero?)... prova tu ad affrontare un parto senza aver mangiato per 24 ore!!! OK, il momento tanto atteso è arrivato e io che faccio? Stringo i denti e VIA, VERSO L'IGNOTO con marito e cognata... amata da tutti! Sono arrivata all'ospedale alle 20.00 (minuto + minuto -) e alle 23.00 tutto poteva essere finito.
Tanti dolori, ma anche tanto aiuto. Mio marito mi è rimasto accanto in ogni modo, si è allontanato solo per bere un caffè e mio cognata l'ha sostituito, ma Massi non ne voleva sapere. Alla fine, dopo 2 ore di ossitocina e la manovra di Kristeller, all'1.00 in punto è venuto fuori LUI, il bambino più bello del mondo, MASSIMO. Era rosa, tondo, con la pelle delle manine tutta raggrinzita, non ha nemmeno pianto (lo so, al momento avrebbe dovuto urlare, ma lui non disturba mai...) e quando me lo hanno appoggiato sulla pancia ... non so, non si può descrivere. E' una sensazione così particolare che non esistono parole sufficienti per descriverla.
Quando prendi in braccio per la prima volta tuo figlio... è come se il mondo smettesse di muoversi, tutto è silenzio, tranquillità e dolcezza. Ci siamo guardati negli occhi e in quel momento ho capito che sarei stata sua per sempre, avrei dato la mia vita per lui, la mia anima. Ancora oggi, a distanza di due anni e mezzo, quando lo giuardo provo quello stesso smarrimento, cerco di capire cos'abbia di così ammaliante e poi capisco... E' MIO FIGLIO.
E adesso, che è la prima volta che scrivo raccontando questo particolare momento della mia vita, vorrei ringraziare di cuore il personale della Clinica Mangiagalli. Per me è stato particolare per un motivo. Quando avevo 6 anni ho perso mia madre in un incidente e nel momento in cui sono rimasta incinta ho capito quanto realmente mi mancasse. Poi, al momento del parto l'avrei voluta lì, accanto a me, avrei voluto chiederle aiuto, ma non potevo.
Poi, quando ho letto il foglio del parto, ho scoperto che l'ostetrica che mi ha seguito passo passo, che mi ha spronata e incoraggiata nei momenti più difficili e dolorosi si chiamava proprio Isabella, come la mia mamma. Quasi a volermi dire che lei era lì con me, mi sosteneva e aiutava il mio bambino ad affacciarsi su questo pazzo mondo. E allora GRAZIE, grazie a tutto lo staff ed in particolare a questa splendida ostetrica.
Cassandra.